Home NOTIZIE Indagine sulla pratica dell’Agopuntura nel territorio Imolese dal 1995 ad oggi

Indagine sulla pratica dell’Agopuntura nel territorio Imolese dal 1995 ad oggi

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Durante lo svolgimento del Congresso annuale dell'Associazione Professione Medica è stato distribuito ai presenti un questionario anonimo con lo scopo di valutare il grado di informazione, l'interesse nei confronti dell'Agopuntura, la valutazione dell'efficacia percepita oggettivamente e soggettivamente e l'atteggiamento nell'indirizzare i pazienti a tale metodica.
I medici che hanno risposto all'indagine rappresentano un gruppo misto formato da specialisti liberi professionisti, ospedalieri, pediatri e MMG (65 medici in totale). Sono stati poi confrontati i dati ottenuti circa 12 anni prima dall'analisi di un questionario simile somministrato ai soli MMG (103 medici del Comprensorio Imolese e Provincia di Bologna).

I dati ottenuti pur nella loro eterogeneità e limitatezza numerica del campione hanno numerosi punti in comune tra loro e anche rispetto a survey internazionali numericamente e metodologicamente più corrette.

Dall'indagine svolta l’Agopuntura si ritiene utile prevalentemente nel campo dei dolori muscolari e osteoarticolari e nei disturbi neurologici e psicosomatici-psichiatrici. Rispetto a 12 anni fa è aumentata la percentuale dei medici che consigliano l‘agopuntura  ai pazienti e la modalità di invio riguarda prevalentemente la convinzione di un reale effetto curativo.

Nonostante ciò è alta la percentuale di chi ammette di non conoscerne i meccanismi d’azione e di chi ritiene possa funzionare prevalentemente per effetto placebo e in individui facilmente suggestionabili.

Riguardo la valutazione dell’efficacia persiste la convinzione che l’agopuntura sia sovrapponibile ai trattamenti fisioterapici convenzionali anche se è in flessione rispetto ai dati precedenti.

La valutazione dell’efficacia percepita e riferita dai pazienti è comunque rimasta molto alta (88%) ed è aumentata la durata del periodo di benessere dopo il trattamento. I dati relativi alla importanza data alla tecnica corretta di esecuzione dell’agopuntura piuttosto che alla relazione medico-paziente manifestano una lieve prevalenza percentuale che privilegia la prima.  
    
Riguardo la conoscenza dei meccanismi dell’agopuntura  sono sempre numerosi i medici che ritengono di non possederne per nulla, ma la maggioranza concorda che debba essere atto medico perché può essere dannosa se non applicata correttamente.

Tra chi ha risposto al questionario solo il 7,9% esercita l’agopuntura (nel campione precedente era il 30,8% e questo potrebbe avere influenzato i dati che però sono risultati simili…).

E’ aumentata la percentuale dei medici che hanno fatto ricorso personale all’agopuntura (oltre il 40% ) e con una  percezione di miglioramento riportato da oltre il 90% di loro (il dato nel questionario precedente era del 70% circa più o meno allineato a indagini effettuate a livello nazionale).

Tra chi esercita qualche forma di MNC quella più utilizzata è l’omeopatia, poi l’agopuntura e la fitoterapia. E’ molto alta la percentuale di chi utilizza per sé o per la propria famiglia qualche forma di MNC: quella più utilizzata è di gran lunga l’agopuntura seguita dall’omeopatia e quindi dalla fitoterapia.

Anche per ciò che riguarda studi scientificamenti validati e prove di efficacia riguardanti le Medicine Non Convenzionali il 75% circa dei medici intervistati ammette di non esserne a conoscenza !

Infine, ma questo dato colpisce molto, ben il 68% dei medici ritiene che solo meno del 10% dei propri pazienti facciano ricorso a qualche tipo di MNC (in realtà indagini accreditate danno notevole variabilità ma si va comunque da un 20 a un 40%.

Ciò significa che molti sono ancora i pazienti che si rivolgono a terapie non convenzionali “di nascosto” dal proprio medico).

Quindi generalizzando:
  • il medico è convinto che l’Agopuntura sia efficace anche perché ne ha fatto spesso ricorso con buoni risultati; 
  • pur non conoscendo né meccanismi d’azione né  trials metodologicamenti corretti  ritiene debba essere considerata atto medico; 
  • inoltre fa ricorso per sé o per la famiglia a trattamenti non convenzionali ma consiglia ai propri pazienti tali trattamenti in scarsa percentuale; 
  • sottostima l’utilizzo di MNC da parte dei propri pazienti.                                                                                                                                                           
Alla luce di questi dati c’è da auspicare interventi anche sotto forma di ECM che possano incentivare  una migliore conoscenza dell’efficacia e della sicurezza di alcune MNC per migliorare la comunicazione tra medici e pazienti.   

Si ringrazia chi ha contribuito in modo anonimo alla realizzazione di questo studio.  
     
Per i dettagli dell'indagine, aprire il PDF allegato all'articolo.

Dott. Danilo Pasotti,  mmg, medico esperto in Agopuntura, Docente AMAB - Scuola Italo Cinese di Agopuntura
Ultimo aggiornamento Lunedì 12 Luglio 2010 09:17  
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