A.M.A.B. Scuola accreditata presso la Regione Emilia Romagna. Determina n. 5050 del 05/04/2017 - Il titolo rilasciato ha valore nazionale e ha la stessa valenza del “diploma di master universitario” in Agopuntura - Associazione aderente alla Federazione Italiana delle Società di Agopuntura (F.I.S.A.)

L'Accordo per la Certificazione di Qualità della Formazione in Agopuntura nella Conferenza Permanente Stato - Regioni

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Intervista a Carlo Maria Giovanardi pubblicata su Olos e Logos di Febbraio in merito a un evento di portata storica per l'Agopuntura.

Giovedì 7 febbraio 2013 nella conferenza permanente tra lo Stato e le Regioni è stato siglato l’accordo per la certificazione di qualità della formazione e dell’esercizio dell’Agopuntura, della Fitoterapia e dell’Omeopatia da parte dei medici chirurghi, degli odontoiatri, dei medici veterinari e dei farmacisti. Come giudica il testo dell’accordo, in particolare per quanto riguarda l’Agopuntura?
Occorre per prima cosa ricordare che l’accordo firmato tra lo Stato e le Regioni va a colmare un vuoto legislativo che da anni i professionisti che operano nel campo delle medicine non convenzionali chiedevano con forza. Faccio notare che la prima proposta di legge su questo tema depositata in Parlamento risale al 1987, purtroppo in questi 27 anni i deputati e i senatori succedutisi nelle passate legislature non sono mai riusciti ad approvare nemmeno una delle tante proposte di legge presentate, nonostante il tema dibattuto non fosse strettamente politico, tant’è che i sostenitori e i detrattori di queste medicine appartenevano a tutti gli schieramenti politici.
Quali sono i punti di forza dell’accordo?
Tra i punti di forza vi è la riconferma che la pratica di queste medicine è riservata ai laureati in medicina e chirurgia, in odontoiatria e in veterinaria per i campi che a loro competono. Rispetto alla situazione in altri paesi europei dove invece alcune di queste pratiche non sono di esclusiva pertinenza medica, l’accordo mantiene l’Italia come un paese di riferimento in termini di appropriatezza, sicurezza ed efficacia per quanto riguarda le medicine non convenzionali. E’ necessario ribadire che questa posizione, fortemente difesa dai medici italiani, si fonda sul principio che qualunque intervento terapeutico convenzionale o non convenzionale deve essere preceduto da una diagnosi corretta che solo chi è in possesso dei due modelli, convenzionale e non convenzionale può fare.
Altro punto di forza è il riconoscimento degli Istituti di formazione Privati ai quali si deve riconoscere il merito di avere formato a partire dalla fine degli anni ’60 migliaia di medici esperti in medicina non convenzionale.
Negli ultimi anni ai consolidati percorsi formativi degli Istituti Privati si sono affiancati Master universitari  con programmi e caratteristiche diverse per cui mancava uno standard minimo formativo comune. Paradossalmente i Master universitari, che per programmi e durata erano più informativi che professionalizzanti, rilasciavano titoli con valore legale, mentre gli Istituti Privati, pur avendo un carattere altamente professionalizzante, non potevano rilasciare.
Poiché l’accordo diventerà operativo, gli Istituti Privati che saranno riconosciuti rilasceranno titoli con valore legale equipollenti a quelli rilasciati dall’Università.
Infine, i responsabili didattici degli Istituti di formazione sia pubblici che privati dovranno avere almeno 10 anni di esperienza clinica documentata e 7 anni di docenza, condizioni minime che a mio parere garantiscono una buona conoscenza della materia.
Quali invece i punti di debolezza dell’accordo?
Il non aver distinto i percorsi formativi delle varie medicine regolamentate che necessitavano invece percorsi diversi in termini di durata e quindi di monte ore. I corsi della FISA, ad esempio, durano quattro anni e questo è il tempo che la nostra esperienza didattica ci ha dimostrato essere il periodo giusto per apprendere in maniera sufficiente la materia. Stabilire per legge che il percorso minimo deve essere di tre anni significa autorizzare e incentivare la creazione di percorsi formativi di livello inferiore.
Maggiore invece è il problema dell’Omeopatia che comprende erroneamente tutte le terapie che utilizzano medicinali in diluizione, quale ad esempio l’Omotossicologia che ha epistemi diversi dall’Omeopatia.
Qual è stato il contributo della FISA al successo dell’accordo?
La Federazione Italiana delle Società si Agopuntura fin dal 1987, data della sua fondazione, si è sempre battuta per il riconoscimento del profilo del medico agopuntore e per il riconoscimento del valore legale dell’Attestato Italiano di Agopuntura rilasciato dalle Scuole a essa aderenti e in questo successo ha avuto un ruolo determinante. In particolare, rappresentanti della FISA hanno partecipato ai lavori del tavolo tecnico interregionale per la parte riferita all’Agopuntura, che ha gettato le basi del documento iniziale che ha seguito poi il suo iter istituzionale. A questo punto è fondamentale che nel momento dell’attuazione dell’accordo a livello regionale siano rispettati i principi contenuti nell’accordo, apportando dove possibile i necessari miglioramenti.
Giovedì 7 febbraio 2013 nella conferenza permanente tra lo Stato e le Regioni è stato siglato l’accordo per la certificazione di qualità della formazione e dell’esercizio dell’Agopuntura, della Fitoterapia e dell’Omeopatia da parte dei medici chirurghi, degli odontoiatri, dei medici veterinari e dei farmacisti. Come giudica il testo dell’accordo, in particolare per quanto riguarda l’Agopuntura?
 
Occorre per prima cosa ricordare che l’accordo firmato tra lo Stato e le Regioni va a colmare un vuoto legislativo che da anni i professionisti che operano nel campo delle medicine non convenzionali chiedevano con forza. Faccio notare che la prima proposta di legge su questo tema depositata in Parlamento risale al 1987, purtroppo in questi 27 anni i deputati e i senatori succedutisi nelle passate legislature non sono mai riusciti ad approvare nemmeno una delle tante proposte di legge presentate, nonostante il tema dibattuto non fosse strettamente politico, tant’è che i sostenitori e i detrattori di queste medicine appartenevano a tutti gli schieramenti politici.
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Didattica e ricerca in Agopuntura e MTC: il contributo dell'AMAB - Scuola Italo Cinese di Agopuntura

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La storia dell’Agopuntura in Europa è iniziata alla fine degli anni cinquanta, quando sono sorte le prime Scuole in Francia. In seguito si è assistito a una diffusione nel resto dell’Europa e risalgono agli anni settanta i primi Corsi di Agopuntura in Italia. Negli anni successivi si sono venute formando le varie Scuole italiane, tra cui l’AMAB (Associazione Medici Agopuntori Bolognesi), le hanno dato in seguito vita alla F.I.S.A. (Federazione Italiana di Agopuntura), che attualmente riunisce la maggior parte delle Scuole che in Italia insegnano l’Agopuntura. AMAB oltre l’Agopuntura, rivolge l’insegnamento anche ad altre branche della Medicina Tradizionale Cinese quali la farmacoterapia, la dietetica, l’auricoloterapia, l’addominopuntura, assicurando anche la formazione permanente oltre il conseguimento della Formazione di Base.
L’attività di Ricerca in Agopuntura è iniziata da pochi anni, diverso tempo dopo l’inizio del suo insegnamento. La prima revisione sistematica di studi randomizzati e controllati (RCT) è di Kleijnen sull’asma, ed è stata la base della prima Review della Cochrane Library nel 1995. Oggi sulla Cochrane si possono contare 32 revisioni sistematiche concluse e 30 protocolli in divenire!
Il tema della Ricerca in Agopuntura è molto dibattuto. All’inizio non erano molti gli agopuntori che accettavano di sottoporre il loro intervento terapeutico al vaglio di criteri rigidi di selezione e di confronto dei risultati, come vorrebbe una buona ricerca condotta secondo i criteri della EBM (Evidence Based Medicine). Tra i motivi del rifiuto si adduceva, tra gli altri, quello che i trattamenti con Agopuntura sono individualizzati e quindi non suscettibili di sottostare a criteri di standardizzazione. Anche se tale obiezione non è priva di fondamento, si può affermare, tuttavia, che accettare le regole, talora restrittive e riduttive, dell’EBM, ha comunque permesso di poter instaurare un dialogo con i colleghi della Medicina Occidentale e farsi conoscere e apprezzare. Anche se abbiamo accettato le regole dell’attuale EBM, siamo convinti che, facendo ricerca con l’Agopuntura, sia necessario un allargamento e una riformulazione di quei criteri di valutazione che sono nati per valutare l’efficacia di un intervento farmacologico, sicuramente più semplificabile e standardizzabile rispetto a un intervento complesso qual è una terapia con Agopuntura. Un aspetto immediatamente rilevante è che quando si opera con Agopuntura è pressoché impossibile intervenire in cieco. Anche l’utilizzo del placebo è un argomento di dibattito talvolta acceso, in quanto, a tutt’oggi, non esiste un modo di fare Agopuntura che si possa considerare un placebo. Nonostante i problemi aperti, chi come noi si è avventurato nel cercare di fare ricerca, ha avuto la possibilità di ampliare le proprie conoscenze e di valutare meglio e in modo più cosciente quello che aveva appreso e sarebbe andato a insegnare.
La realtà di AMAB è stata fra queste. Si possono individuare almeno due ricadute importanti sull’insegnamento.
La prima è che, fare ricerca in Agopuntura, significa anche vagliare quanto s’insegna. Questo vale in primo luogo per i contenuti. Infatti, si focalizza l’insegnamento sulle sindromi che più incidono e si riscontrano nella pratica clinica. In secondo luogo si è più attenti e rigorosi nell’insegnamento del reperimento e nella stimolazione dei punti, in modo da ridurre le “interpretazioni individuali” e uniformarsi a una corretta metodologia di stimolazione.
La seconda ricaduta è che si riportano nell’insegnamento le acquisizioni della Ricerca, arricchendo le lezioni con i dati più recenti della letteratura al riguardo.
Quanto AMAB sia presente e attiva sul fronte della Ricerca, lo testimonia la presenza di due dei suoi esponenti, il dott. Carlo Maria Giovanardi e lo scrivente, nell’Osservatorio delle Medicine non Convenzionali dell’Emilia Romagna che ha promosso due Programmi Regionali di Ricerca sulle MNC tra cui l’Agopuntura.
Sono ben quattro le Ricerche finanziate dalla Regione Emilia Romagna alle quali AMAB ha partecipato o parteciperà nell’immediato futuro
-Un “Survey dei pazienti che si rivolgono all’Agopuntura per il trattamento del dolore da malattie dell’apparato muscolo-scheletrico” in collaborazione con l’U. O. Terapia del Dolore dell’Ospedale Bellaria di Bologna
-Lo Studio randomizzato controllato sull'efficacia dell'Agopuntura nell'emicrania con o senz'aura (ACUMIGRAN) Studio multicentrico, con il Dipartimento di Scienze Neurologiche dell'Università di Bologna cui partecipano anche ambulatori di Neurologia-Centri Cefalee di diverse Aziende USL e Aziende Ospedaliere dell'Emilia Romagna
-Lo Studio randomizzato controllato sull'efficacia dell'Agopuntura nel trattamento dei sintomi della fibromialgia (ACUMIALGIC). Studio multicentrico, in collaborazione con il Modulo di Terapia del Dolore Ospedale Bellaria dell'Azienda USL di Bologna e U.O. Riabilitazione Neurologica Intensiva, Ospedale San Sebastiano di Correggio Azienda USL di Reggio Emilia
-Infine sta per essere concluso lo Studio pragmatico randomizzato sull’Agopuntura nell’emicrania cronica con o senza iperuso di farmaci, in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Neurologiche dell'Università di Bologna e i cui risultati preliminari sono stati presentati nel corso del Convegno svoltosi presso la Clinica Neurologica dell'Università di Bologna il 3 maggio 2011.
In conclusione, la Ricerca in Agopuntura è già ricca di studi di qualità metodologica sempre migliore. La Ricerca in Italia ha bisogno di forze giovani ed entusiaste che possano lavorare accanto a chi ha già iniziato da tempo, arricchendosi vicendevolmente, con lo scopo di rendere sempre più l’Agopuntura una medicina comprensibile e accettabile dal mondo scientifico occidentale. L’esito sarà una sua maggior diffusione e utilizzo da parte dei pazienti che talvolta non trovano risposte terapeutiche dall’attuale cosiddetta Medicina Scientifica.
Annunzio Matrà, Docente AMAB, Responsabile della Ricerca Clinico Sperimentale, Membro dell’Osservatorio per le Medicine non Convenzionali dell’Emilia Romagna.
La storia dell’Agopuntura in Europa è iniziata alla fine degli anni cinquanta, quando sono sorte le prime Scuole in Francia. In seguito si è assistito a una diffusione nel resto dell’Europa e risalgono agli anni settanta i primi Corsi di Agopuntura in Italia. Negli anni successivi si sono venute formando le varie Scuole italiane, tra cui l’AMAB (Associazione Medici Agopuntori Bolognesi) - Scuola Italo Cinese di Agopuntura, che hanno dato in seguito vita alla F.I.S.A. (Federazione Italiana di Agopuntura), che attualmente riunisce la maggior parte delle Scuole che in Italia insegnano l’Agopuntura.

L'AMAB - Scuola Italo Cinese di Agopuntura oltre l’Agopuntura, rivolge l’insegnamento anche ad altre branche della Medicina Tradizionale Cinese quali la farmacoterapia, la dietetica, l’auricoloterapia, l’agopuntura addominale, assicurando anche la formazione permanente oltre il conseguimento della Formazione di Base.

L’attività di Ricerca in Agopuntura è iniziata da pochi anni, diverso tempo dopo l’inizio del suo insegnamento. La prima revisione sistematica di studi randomizzati e controllati (RCT) è di Kleijnen sull’asma, ed è stata la base della prima Review della Cochrane Library nel 1995. Oggi sulla Cochrane si possono contare 32 revisioni sistematiche concluse e 30 protocolli in divenire!  
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Costo Efficacia dell'Agopuntura

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In Italia dati ISTAT dimostrano che circa il 2,9% della popolazione ricorre all’utilizzo di Agopuntura. Nel 2006 negli Stati Uniti, tale percentuale era circa il 4.1% della popolazione. Un recente lavoro pubblicato su BJM afferma che nel Regno Unito vengono somministrate 4 milioni di sedute ogni anno di Agopuntura e che le patologie principalmente trattate sono il dolore lombare e cervicale cronico, il dolore di spalla e del ginocchio, cefalea ed emicrania (1).

La spesa sanitaria nei paesi industrializzati è in costante aumento, di conseguenza emerge sempre più l’esigenza di adottare nuovi ed efficienti modelli di gestione, in particolare per le malattie croniche.  Di fronte a tali esigenze, indagare il rapporto costo-efficacia dell’Agopuntura è un tema al quale occorre prestare attenzione per valutare se, e in quale misura, l’Agopuntura possa costituire una risposta terapeutica per patologie ad alto costo sociale.

Negli ultimi anni le valutazioni economiche sulle terapie non convenzionali sono notevolmente migliorate come qualità e sono sostanzialmente in linea con  quelle per le medicine convenzionali. Recentemente è stata pubblicata su BJM una revisione sistematica di valutazioni economiche per le medicine integrate e complementari (CIM) che ne ha dimostrato evidenze di risparmio e potenziale rapporto costo efficacia: 12 lavori sono dedicati al rapporto costo-efficacia dell’Agopuntura in quadri clinici di provata efficacia e considerati di altissima qualità (2).

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2° Convegno Nazionale - Il contributo dell'Agopuntura e della MTC nel trattamento dell'infertilità e come supporto delle tecniche di procreazione medicalmente assistita

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A fare gli onori di casa sono stati il Presidente dell’A.M.A.B. e Direttore della Scuola Italo Cinese di Agopuntura, Dottor Carlo Maria Giovanardi, accompagnato dalla Dottoressa Eleonora Marchi, docente A.M.A.B., nell’occasione madrina della manifestazione. Proprio il Dottor Giovanardi inaugurando i lavori, ha delineato lo stato dell’arte.
Dopo aver riferito gli ultimi progressi della Letteratura nell’acquisizione dell’efficacia e della sicurezza dell’agopuntura a supporto delle tecniche di procreazione assistita, il Direttore della scuola bolognese ha portato in primo piano i problemi metodologici che affliggono quest’ambito di ricerca. Infatti, la sistematica esclusione nei protocolli di studio della diagnosi secondo i criteri della Medicina Tradizionale Cinese (MTC), esclusione derivante dalla scarsa diffusione della pratica dell’agopuntura tra gli ideatori e i revisori degli studi, rappresenta un bias importante, cui consegue l’inadeguatezza del livello di agopuntura impiegato e, talvolta, anche l’errata scelta dei punti. Infatti, pazienti con la medesima diagnosi di Medicina Occidentale, possono rientrare in differenti quadri sindromici secondo la MTC e richiedere pertanto trattamenti diversi.
Il Dottor Giovanardi ha completato l’intervento illustrando i meccanismi neuro-fisiologici dell’azione dello stress sulla sfera riproduttiva.
Da Londra è arrivato l’ospite straniero di quest’anno, la Dottoressa Zita West, fondatrice dell’omonima Clinica. La Specialista britannica ha portato la sua venticinquennale esperienza, fondata su un modello olistico, applicato  con approccio integrato, strettamente personalizzato. Tra i punti chiave, oltre alla correzione degli squilibri organici, il riequilibrio mente-corpo e la gestione dello stress. Tra le novità  nell’ambito dell’infertilità ha destato particolare interesse il ruolo emergente della vitamina D. La Dottoressa West ha inoltre approfondito le aree di evidenza dell’utilizzo dell’agopuntura nel supporto alla fecondazione e nel sostegno della gravidanza.
Dal Centro Fertilità dell’ European Hospital di Roma, la Dottoressa Alessandra Gulì ha illustrato una serie di casi clinici che hanno alimentato la discussione.
Dal capoluogo toscano, la Dottoressa Chiara Riviello ha esposto i risultati del nuovo protocollo di agopuntura, utilizzato nel conseguimento dell’adeguato spessore endometriale nella fase preparatoria all’impianto dell’embrione.
La sessione è proseguita con l’intervento del Fondatore e Direttore della Scuola di Agopuntura Tradizionale della Città di Firenze, nonché esperto sinologo, il Dottor Franco Cracolici, che, nella sua affascinante  disamina, ha parlato del significato dei punti di più comune utilizzo e, spaziando tra i vari meccanismi fisiopatologici, ha fornito spunti stimolanti per la discussione.
La tornata fiorentina è proseguita con la relazione della Dottoressa Sonia Baccetti, responsabile del Centro di Medicina Tradizionale Cinese “Fior di Prugna” e membro del Gruppo di studio della Regione Toscana sulle medicine non convenzionali, che ha enfatizzato il ruolo del vuoto energetico nel determinismo dell’infertilità nella comune fascia d’età riproduttiva. La Dottoressa Baccetti ha inoltre ribadito l’importanza della rigorosa applicazione delle tecniche della MTC.
Da Milano, la Dottoressa Elisabetta Casaletti si è soffermata sull’importanza dello stile di vita e delle comorbidità ed ha enfatizzato il ruolo dell’alimentazione e del mantenimento di un adeguato peso corporeo per il  benessere riproduttivo.
Le relazioni sono state completate dall’intervento del Professor Gaetano Mari, Ordinario di Ostetricia e Ginecologia Veterinaria dell’Università di Bologna e Direttore dell’Istituto Nazionale di Fecondazione Artificiale, che ha portato l’esperienza del “Centro Italiano Agopuntura Veterinaria (CIAV) di Cadriano” nella Riproduzione Equina Assistita.
La ricca giornata è terminata con un’ampia tavola rotonda, cui hanno partecipato oltre ai relatori anche numerosi ospiti.
Dal palco e dalla platea si è levata la volontà unanime di produrre protocolli condivisi, per fornire alla ricerca strumenti idonei alla valutazione delle metodiche, che il naturale incontro delle due discipline ha già da tempo saputo valorizzare. E il lavoro è già iniziato.
Al prossimo anno per saggiarne i risultati.
Gino Montagnoni
Sabato 6 aprile, nella raffinata cornice dell’Hotel Savoia Regency, si è svolta a Bologna la seconda edizione del Congresso Nazionale “Il contributo dell'Agopuntura e della Medicina Tradizionale Cinese nel trattamento dell'infertilità e come supporto delle tecniche di procreazione medicalmente assistita”. 
Il convegno, nato dal connubio tra l’A.M.A.B. (Associazione Medici Agopuntori Bolognesi) – Scuola Italo Cinese di Agopuntura e la Scuola di Agopuntura Tradizionale della Città di Firenze, ha radunato i principali esperti del settore  davanti a una platea gremita di 215 medici, animata da un folto gruppo di studenti della Scuola.
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L'attività di ricerca dell'AMAB - Scuola Italo Cinese di Agopuntura nell'ambito del progetto che coinvolge la Regione Emilia - Romagna, il Dipartimento di Scienze Neurologiche dell'Università di Bologna e l'Istituto Superiore di Sanità

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L’attività rientra nel progetto di Grande Rilevanza del Programma Esecutivo della Cooperazione Tecnologica e Scientifica Italia–Cina 2010-2012, finanziato dal Ministero degli Affari Esteri in collaborazione con il Ministero Istruzione Università e Ricerca.

Uno studio analogo sarà infatti condotto in Cina nell’ambito del Laboratorio Congiunto Sino-Italiano per la Medicina Tradizionale Cinese (JoSIL-TCM), istituito dall’Istituto Superiore di Sanità e l’Università di Medicina Tradizionale Cinese di Tianjin (TUTCM) nel 2006.

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Accordo Facoltà di Medicina Cinese di Nanchino con AMAB - Scuola Italo Cinese di Agopuntura

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WHO Collaborative Center on Traditional Medicine

WHO Nanjing International Acupuncture Training Center

Il 31 agosto 2010 è stato firmato un accordo di collaborazione tra la Facoltà di Medicina Cinese di Nanchino e l’AMAB – Scuola Italo Cinese di Agopuntura, rispettivamente dal Preside della facoltà il Prof. Zhao Rong e il Direttore della scuola il Dott. Carlo Maria Giovanardi.

L’accordo formalizza una proficua collaborazione iniziata fin dal 1995 che ha permesso ai docenti della Facoltà di Medicina Cinese di Nanchino di partecipare alla didattica della nostra scuola e a gruppi di nostri allievi di frequentare gli ospedali cinesi per stages di studio riconosciuti dal World Health Organization (WHO).

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Master di Agopuntura presso la Facoltà di Medicina Tradizionale Cinese di Nanjing

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“La Cina era lontana l’orgoglio di fantastiche operaie che lavoravano la seta,  le biciclette di Shanghai”
…. il ritornello di una canzone di Battiato è stato il leit motiv per me, meno per le orecchie dei miei colleghi , di questa esperienza cinese. Un viaggio in un paese lontano, un viaggio anche interiore, che ha portato ad una crescita  oltre che professionale umana.

Il contatto coi docenti cinesi, l ‘esperienza pratica negli ospedali con pazienti adusi alla terapia agopunturale, e per certi versi loro stessi maestri  nel suggerirci la corretta infissione degli aghi, hanno rappresentato l’occasione per il superamento delle remore che il neofita dell’agopuntura incontra.

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Indagine sulla pratica dell’Agopuntura nel territorio Imolese dal 1995 ad oggi

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Durante lo svolgimento del Congresso annuale dell'Associazione Professione Medica è stato distribuito ai presenti un questionario anonimo con lo scopo di valutare il grado di informazione, l'interesse nei confronti dell'Agopuntura, la valutazione dell'efficacia percepita oggettivamente e soggettivamente e l'atteggiamento nell'indirizzare i pazienti a tale metodica.
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